SAI CHE VUOL DIRE PASSAR DALLA TRISTEZZA ALLA GIOIA IN UN ISTANTE?
.
Era il primo week-end di ottobre e l'avrei passato a Roma. Avevo un noiosissimo convegno di lavoro e dato che non mi andava di fare andata e ritorno in giornata, ne avevo approfittato per fermarmi una notte nella città eterna...così avrei potuto godermi una serata in questa meravigliosa città e avrei ripreso l'aereo l'indomani, con più calma e tranquillità... Partenza alle 7 di mattina dall'aereoporto di Orio al Serio, un trolley blu con me, ombrello ed impermeabile vista la pioggia battente e tanta voglia di far qualche ora da turista solitaria, visto che là non conoscevo nessuno. Arrivo a Roma in perfetto orario...tutto sembrava andar per il verso giusto... sembrava, perchè da quel momento è iniziata una sfiga dietro l'altra!
.
Iniziamo con la prima: sciopero generale dei mezzi pubblici.
E mo come ci vado in fiera? Va beh...c'è sempre il taxi! Seee...a trovarne uno libero con tutto questo casino! Dopo mezz'ora di convincimento, riesco a farmi dare un passaggio da un signore che "in teoria" ha il compito di accompagnar i clienti dall'aereoporto all'albergo in cui alloggiano, ma vista la situazione..si rende disponibile per questa deviazione verso la nuova fiera di Roma. Salgo fiduciosa in auto....e scopro che conosce Roma meno di quanto la conosca io. Ad ogni svolta mi chiede "Secondo te sarà giusto di qua?"...O mio Dio..che ne so io?!? E' la prima volta che ci vado..e dopotutto io sono bergamasca. . .mica romana!
Risultato: 1 ora e 40 minuti di tragitto, 20 fermate per chiedere indicazioni...e tariffa cara, ma dimezzata vista la sua incompetenza. Ma sono arrivata sana e salva!
.
Scendo dall'auto e un caldo soffocante mi accoglie: dai 12 gradi della mia città...qua ce ne sono minimo 15 di più.
E io con stivali autunnali, pantaloni, magliocino e giacca mi sento morire. Ma ce la posso fare... da vera stoica, resisterò!
La fiera non è il massimo (considerando anche che tratta di metano per autotrazione), il convegno invece è interessante (anche se semivuoto). Faccio un giro, prendo qualche contatto, mi faccio il pieno di brochure e alle 15 : 30 son libera di godermi la mia mini-vacanza romana.
Esco dalla fiera, solito caldo che mi assale, solito problema dello sciopero dei mezzi, solito affollamento di gente alle poche navette disponibili..ma ce la faccio. Tra corse folli, mille cambi e dita incrociate...riesco in poco meno di un'ora a raggiungere stazione termini. Da lì, una bella camminata a piedi (con trolley e stivali pesanti...of course) e raggiungo l'albergo nei pressi del Quirinale. Suono.
.
"Prego, la stavo aspettando. Quarto piano...mi spiace, ma l'ascensore non va". Che sfiga. Va beh...ultimo sforzo, dai...tra poco potrò rilassarmi, fare una bella doccia, rifocillarmi e poi buttarmi nella movida romana. Con questi pensieri consolatori affronto la scalata.
Arrivo, mi aprono la porta, un ragazzo alto e magro mi accoglie con un sorriso..."Ehm, ben arrivata...purtroppo non ho una bella notizia da darle...ehm...la sua stanza è allagata: dobbiamo trovarle una sistemazione alternativa...qua è tutto full!"...bello stronzo: avevi il mio numero, avevi tutti i miei riferimenti, sapevi dello sciopero: che ti costava dirmelo prima che mi facessi questo sbattimento??? Mi ricompongo e sorrido "Va beh, non c'è problema....dove alloggerò?" "Ancora non lo so, ho fatto qualche chiamata ma tutti gli alberghi di Roma sembrano esser pieni a causa del convegno. Ora provo a sentire qualcun altro...". Mi siedo senza speranza sul divanetto. Non ho parole...
.
Attendo 10, 20, 30 quaranta minuti..e ancora..e ancora...all'alba delle 19:00 il ragazzo mi informa: "Abbiamo trovato una stanza!!! Sta venendo un taxi a prenderla...ovviamente a spese nostre, e la porterà nell'altro albergo". Non ho nemmeno la forza di far un sorriso. Sono stanca, sudata, distrutta, e i miei programmi di passeggiar leggiadra per la città eterna si stanno allontanando sempre più....unica nota quasi positiva: almeno non dormirò sotto un ponte!
.
Arriva il taxi, ci avviamo verso il nuovo alloggio...guida, guida, guida...vedo allontanarsi sempre di più il centro. Oltrepassiamo le mura aureliane e approdiamo in un quartiere residenziale. Dico addio alla mia passeggiata notturna per il colosseo...ma un botto mi fa riprendere. Quel cafone dell'autista, non solo non sa parlar italiano (aveva un accento tipo calabrese o simili), ma non sa nemmeno posteggiare un auto: nella manovra ha centrato una punto parcheggiata. Mi fa scendere di corsa dal taxi, mi guarda e mi intima "Tu non hai visto nulla" chiude la portiera e sgomma via! Io mi ritrovo sola, in questa via quasi dimenticata da dio, una macchina ammaccata e un cantiere aperto "Signore Gesù...ti prego..non dirmi che io alloggerò qui!".
.
La risposta arriva immediata: si apre una porta e un ragazzo mi accoglie "Ciao, ben arrivata! Non preoccuparti del casino..stiam facendo dei lavori di ristrutturazione, ma la tua stanza è agibile, in realtà dovrebbe rimaner chiuso questo posto...ma vista la richiesta...abbiam dato una minima disponibilità. Sali, ti faccio veder la camera...". Mi vien da piagere, vorrei urlare al mondo che non ce la faccio più, che questo è davvero troppo...voglio tornar a casaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!